Il nostro prossimo è tutto ciò che vive (Gandhi)

venerdì 16 dicembre 2016

Amelia








“Amelia”, di Grazia Rombolini

La dolcissima, vivace, estroversa, affettuosa, indipendente Amelia amava la notte! Di giorno era solita trascorrere molte ore mollemente acciambellata sul divano, tra cuscini di seta plasmati attorno al suo morbido, esile corpo, dandole un senso di piacevole sensualità. In inverno era un tripudio di piacere, davanti al caminetto, allungare le membra al suo calore. Amelia non era pigra, era la sua natura. E le giornate trascorrevano lente, attendendo la notte. Dopo una leggera colazione, un breve stretching, manicure e pedicure, talvolta, al mattino, si avviava distrattamente verso la finestra più luminosa che sembrava appoggiata per caso sui tetti della città e inseguiva, immobile, i suoi pensieri che vagavano oltre l'orizzonte. Di Pippo si era subito infatuata e subito era stato amore ricambiato, quello che non si scorda più, ed era, naturalmente, avvenuto di notte, in una di quelle notti di luna piena in cui non é possibile resistere al richiamo dei sensi, al fascino della bellezza e della passione. Eh sì, perché era veramente bello il suo Pippo, occhi di giada! La sua sagoma possente, si stagliava alla luna, come un'ombra cinese e Amelia era stata folgorata dal suo sguardo ammaliatore. Così, verso sera, pregustava la consueta passeggiata e l'incontro notturno, con il maschio più ricercato del quartiere. Tutte le sue amiche glielo invidiavano e lei, orgogliosa, molleggiava con passo elegante e flessuoso, degnandole appena di uno sguardo di commiserazione. Ed ecco... la notte! Quell'incontro sarebbe stato ancora più struggente: Amelia avrebbe finalmente confessato al suo Pippo di portare in grembo il frutto del loro travolgente amore e gli avrebbe proposto di condividere la sua soffitta e il calduccio sul divano, davanti al caminetto. Era ora! La profumata notte sembrava complice dell'evento. Amelia uscì nel buio, inebriata di felicità. L'appuntamento era sotto il ponte della Brie, luogo d'incontro di tante coppie che, come loro, si erano amate, accarezzate dai raggi della luna. Trepidante, nell'attesa, Amelia volava nell'erba umida, scuoteva la testa fulva e roteava in una magica danza di piacere. Trascorsero ore, ore e ore ma Pippo non arrivò! Amelia non seppe mai perché ma miagolò miagolò miagolò per tante notti ancora perché questa è la vita dei gatti!


2 commenti:

Grazia Rombolini ha detto...

Grazie mille per avermi ospitato nel vostro meraviglioso mondo, è stato un piacere ed un onore condividere con voi ed i lettori il mio racconto.
Grazia Rombolini

Nico Spadaccini ha detto...

Un racconto leggero, dove il finale è una sorpresa, molto delicato ed oserei dire sensuale!